Moulin Rouge

Viene inaugurato il 5 ottobre del 1899, in place Blanche, ai piedi della collina di Montmartre, da due personaggi importanti nella storia dello spettacolo leggero francese di quegli anni: Charles Zidler e Joseph Oller, già responsabili del successo delle Montagnes Russes e del Nouveau Cirque e in seguito dell’Olympia. Il locale è in realtà attivo già dal 1850 col nome di Reine Blanche. Il B. du M. R. è in origine una sorta di elegante balera (frequentata soprattutto dalla ricca borghesia) che ha il merito di affermare il ballo dell’epoca, quel can-can in origine chiamato la `quadrille naturaliste’, una danza ibrida già ballata nei quartieri popolari e nei numerosi cafè chantant della vita parigina (Le Lapin agile, Le Chat noir) celebri soprattutto per le frequentazioni di gruppi di intellettuali. L’architettura del locale è sviluppata in una grande sala, con uno specchio occupante un’intera parete, circondata da una sorta di loggione che permette ai consumatori di meglio apprezzare le danze. Per tradizione gli uomini tengono il cappello in testa, cosa che dona un’atmosfera particolare. A lato della sala un bel giardino all’aperto che ospita un palco coperto destinato a piccole esibizioni. A lato della scena un enorme elefante di cartapesta. Una delle più grandi attrazioni dei primi anni del B. du M. R. è il Petomane, «l’unico artista che non paga diritti d’autore», come recita una réclame. Altra stella, più delicata, è la ballerina e cantante Jane Avril. Il B. du M. R. diventa celebre anche per i bellissimi manifesti disegnati da Toulouse-Lautrec accanito frequentatore del locale, innamorato, come quasi tutti, delle petit femmes che lo popolano. La prima illustrazione del grande pittore è del 1891 e raffigura la celebre ballerina di can-can Louise Weber, detta `La Goulue’. Nel 1903 il Moulin Rouge diventa un music-hall con un ristorante dove si può cenare mentre si assiste agli spettacoli. Continua a ospitare numeri di varietà fra i quali il ballerino Norman French (antesignano nello stile di Maurice Chevalier e di Fred Astaire) e Mistinguett che debutta nel 1909 con La valse chaloupée . Nel 1914 un incendio distrugge il locale che riapre solo nel 1921, per essere poi rilevato nel 1926 da Francis Salabert il quale finalmente produce una rivista a grande spettacolo: New York – Montmartre diretta da Jacques-Charles (lo Ziegfeld francese). È lui che, ispirandosi alle riviste d’oltremanica ma adattandole ai gusti parigini, rifonda in pratica l’estetica delle grandi riviste francesi contrastando per un decennio il dominio dell’altro grande locale del tempo, les Folies Bèrgere. A metà degli anni ’30 gli altalenanti risultati economici fanno ritoccare la strategia produttiva e il B. du M. R. torna un teatro di varietà. Ma nonostante ospiti nomi importanti come Joe Jackson o Barbette, finisce per essere trasformato addirittura in un cinema. Il B. du M. R. riapre solo dopo la guerra e ritorna un importante punto di riferimento sotto la direzione di Jacki Clerico. Questi, con sapiente uso del marketing e con la tesaurizzazione massima del nome storico del locale, entra in pratica nei grandi circuiti turistici, producendo riviste con grande sfarzo e con una selettiva ricerca di attrazioni internazionali, ma indubbiamente perdendo il sapore genuino del mitico il B. du M. R. Parigi è stata popolata da innumerevoli altri locali dalle connotazioni simili ma che non hanno mai raggiunto i fasti storici del Moulin Rouge o de les Folies Bèrgere. Fra questi è però doveroso citare almeno il Casino de Paris, il Bobino, il Tabarin e l’Olympia, tempio soprattutto della musica leggera. Da ricordare anche l’attività del `nuovo’ Lido, gestito dal 1945 da Joseph e Louis Clerico in posizione centralissima, sugli Champs-Elysées. Altro discorso va fatto per il Crazy Horse Saloon, dedito soprattutto all’arte dello spogliarello e per il più recente Paradis Latin, con uno spettacolo più intimo, adatto forse più agli spettatori francesi che agli innumerevoli turisti stranieri.