Cixous

Docente universitaria e voce fra le più interessanti nell’ampio panorama degli etudes féminines , C. – dalla particolare scrittura ricca di riferimenti letterari, di richiami culturali, di giochi linguistici – si afferma come romanziera nel 1969, vincendo con Dedans il prestigioso `Prix Medicis’. Accosta la drammaturgia negli anni Settanta con La pupille (1971) e Ritratto di Dora (1976, allestito nello stesso anno da Simone Benmussa al Teatro d’Orsay), in cui rilegge e mette in scena il noto caso clinico freudiano. Priva della consueta scansione in atti e scene, l’opera, attraverso la figura dell’isterica Dora, indaga sulla verità e sull’identità femminile. Nuovamente alla psicanalisi si ispira Le nom d’Oedipe (1978), che scandaglia con originalità il complesso e celebre rapporto tra l’eroe tebano e la madre Giocasta. Dalla scena dell’inconscio, C. si volge progressivamente alla scena della storia già con La prise de l’école de Madhubai (1984), drammatica vicenda della fanciulla indiana Sakundeva, ma soprattutto con le sue opere più recenti, drammi storici ispirati a fatti reali. Histoire terrible mais inachevée de Norodom Sihanouk, roi du Cambodge (1985) narra del principe Sihanouk e della sua lotta in difesa della Cambogia, paese tormentato da guerre sanguinose; Indiade ou l’Indie de leurs rêves (1987) è invece un affresco sul conflitto per l’indipendenza indiana dalla dominazione inglese e sui successivi scontri tra India e Pakistan. Dal 1984, l’autrice collabora con il Théâtre du Soleil, impegno che influenza e matura notevolmente la tecnica drammaturgica della C., e scrive a quattro mani con Ariane Mnouchkine la sceneggiatura del film La nuit miraculeuse (1987). Le riflessioni della C. sulla scrittura teatrale sono state recentemente pubblicate in italiano ( Il teatro del cuore , 1992).