Camus, Albert

Albert Camus biografia e libri

Albert Camus è un romanziere, saggista e drammaturgo francese.

Albert Camus è un romanziere, saggista e drammaturgo francese. Con Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir rappresenta una figura di spicco dell’esistenzialismo francese. È conosciuto per romanzi come Lo straniero (1942) e La Peste (1947) e per il suo lavoro nelle cause di sinistra.  Nel 1957 il Premio Nobel per la letteratura ne consacra la fama.

Albert Camus, biografia dello scrittore francese

Albert Camus nasce il 7 novembre 1913 in Algeria a Mondovi, oggi Dréan. Rimasto prestissimo orfano di padre, morto nella battaglia della Marna, conobbe un’infanzia e una giovinezza di stenti. Si distinse, tuttavia, negli studi universitari, che non riuscì a completare per il cattivo stato di salute e per il continuo lavoro cui era costretto. Fu commerciante, commesso, impiegato e attore nella compagnia di Radio Algeri. La tubercolosi colpisce Albert Camus giovanissimo: la malattia purtroppo gli impedisce di frequentare i corsi e di continuare a giocare a calcio come portiere, attività sportiva nella quale eccelleva. Finirà gli studi da privatista laureandosi in Filosofia nel 1936.

L’impegno politico e l’antifascismo

Nei primi anni ’30 aderisce al movimento antifascista e successivamente al Partito Comunista Francese da cui si allontanerà, accusato di trotskismo. Durante questi anni intraprende una storia con Simone Hie dalla quale si separa dopo due anni per una sua dipendenza dagli psicofarmaci. Si fidanza diversi anni dopo con Francine Fauré con la quale rimane fino alla fine della vita.

La sua militanza continua a manifestarsi all’interno delle redazioni di giornali dove si specializza nei resoconti dei processi e dei reportage. Passione politica e impegno giornalistico, sono due caratteristiche del suo modo di concepire la vita e le battaglie a favore dell’uomo. Le sue denunce contro lo sfruttamento degli arabi in Francia e la denuncia delle loro condizioni miserabili vissute sotto il colonialismo francese, gli portarono censure e fastidi.

Nel 1940 si sposta in Francia dopo aver ottenuto un posto al Paris-Soir, dove manifesta la sua intolleranza verso il regime nazista. Nell’ambiente intellettuale della resistenza coinvolge anche Jean-Paul Sarte, con cui instaura una forte amicizia.

Ad agosto 1945, a guerra conclusa, Albert Camus è l’unico intellettuale occidentale (a eccezione del fisico tedesco Albert Einstein) a condannare apertamente la scelta da parte degli Stati Uniti di bombardare Hiroshima e Nagasaki.

Albert Camus libri: Lo straniero, La peste e il premio Nobel

Intorno al 1937 esordisce nel mondo letterario con la raccolta di prose liriche e di saggi intitolata Il rovescio e il diritto. Affermatosi nel 1942 con il romanzo Lo straniero e con il saggio Il mito di Sisifo, raggiunse un vasto riconoscimento di pubblico con La peste (1947). Nel 1957 ricevette il premio Nobel per la letteratura per aver saputo esprimere come scrittore “i problemi che oggi si impongono alla coscienza umana”.

Dalla filosofia ai testi teatrali

Albert Camus dedica parte della sua opera anche alla creazione di testi teatraliIl malinteso (1944) e Caligola (1945), cui seguirono Stato d’assedio (1948) e I giusti (1950).

La sistematicità, caratteristica generale dell’opera camusiana, fa sì che i due momenti dedicati al teatro si inseriscano in un preciso disegno metodologico ed ermeneutico. Secondo l’analisi dello stesso Camus, Caligola e Il malinteso apparterrebbero dunque al ciclo dell’assurdo, Stato d’assedio I giusti farebbero invece parte della fase detta della ‘rivolta’. I temi trattati dalle prime due pièce rispecchiano la prima fase della ricerca di Albert Camus. Una fase distruttiva, di presa di coscienza del vuoto di senso in cui l’essere umano è immerso. In Caligola, soprattutto, Albert Camus affronta il problema della morte, della realtà banale e terribile per cui “gli uomini muoiono e non sono felici”. Il protagonista dell’opera cerca di opporsi a questa legge ineluttabile incarnando l’arbitrarietà e la cecità delle leggi che muovono l’esistenza. Il tipo di libertà sperimentata da Caligola, tuttavia, è senza via di uscita e non può che esprimersi nel crimine. Voler plasmare l’uomo sulle forze che ne precedono la creazione implica infatti la distruzione dell’umanità e la condanna alla solitudine.

In Stato d’assedio e I giusti Albert Camus dà prova dell’evoluzione del suo pensiero: dalla presa di coscienza dell’assurdo al suo superamento attraverso la solidarietà tra gli uomini, vero e proprio sentimento di simpatia, di condivisione del dolore. In particolare, I giusti – opera che analizza i legami ideologici e sentimentali degli appartenenti a una cellula rivoluzionaria nella Russia del 1905 – riesce a tradurre questa fase ulteriore della ricerca camusiana, di un nuovo umanesimo in un’epoca disperata.

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