Welles

Genio eccessivo e precoce, Orson George Welles esordisce in teatro all’età di sedici anni, interpretando la parte del duca di Wurtemburg in Süss l’ebreo, al Gate Theatre di Dublino (1931); recita poi a fianco di Katharine Cornell, prima di debuttare a New York nel 1934 (Romeo e Giulietta). La sua versione radiofonica di La guerra dei mondi di H.G. Wells (1938) crea involontariamente un’ondata di panico nazionale; il fatto denuncia, agli occhi dei più attenti osservatori della società di massa, le potenzialità manipolatorie dei media sulle reazioni emotive e sui comportamenti collettivi. Prima di investire nel cinema le sue eccezionali risorse, firma due controversi spettacoli, che fecero scalpore e lo resero famoso poco più che ventenne: un Macbeth `voodoo’ interpretato da attori neri per il Negro People’s Theatre di New York nel 1936 e, l’anno dopo, un Giulio Cesare trapiantato nell’Italia fascista per il Mercury Theatre, da lui fondato con John Houseman (vi allestì anche Shaw e Büchner). Nel dopoguerra il suo genio registico e interpretativo si esprime prevalentemente nel cinema, dove W. realizza opere fondamentali e di valore assoluto per forza innovativa, tensione di ricerca e riuscita formale. Torna occasionalmente al teatro come Otello (Londra 1951), Re Lear (New York 1956; anche regista) e Achab, in un suo adattamento del Moby Dick di Melville (Londra 1955, New York 1962); nel 1960 dirige Laurence Olivier a Londra nel Rinoceronte di Ionesco.