Cenzato

Giovanni Cenzato fu direttore dell'”Arena” di Verona e, dal 1922, redattore al “Corriere della sera”. Cominciò a scrivere per il teatro nel 1910 e il suo repertorio comprende, oltre a lavori in italiano, molte commedie in dialetto veneto e milanese. Per la loro facilità di comprensione e per gli accenti sentimentali che le caratterizzavano, le sue opere ebbero notevole successo tra il grande pubblico. Fra i testi di Cenzato si ricordano Ho perduto mio marito (1934), Il ladro sono io! (1937), Il marito non è necessario (1947).

Biagi

Enzo Biagi al teatro dedica alcuni lavori, soprattutto nel corso degli anni ’50. Noi moriamo sotto la pioggia è la sua prima pièce, portata sulla scena da Fantasio Piccoli al conservatorio di Bolzano nel 1952 (seguì un’edizione in tedesco rappresentata a Vienna e Salisburgo). Nel corso dell’anno successivo realizza Giulia viene da lontano. E vissero felici e contenti viene allestita a Milano, presso il Teatro Nuovo, nel 1956, da una compagnia di grido come la De Lullo-Falk-Guarnieri-Valli. In collaborazione con Sergio Zavoli, B. ha scritto 50 anni della nostra vita , una commedia a sfondo sociale rappresentata al Teatro Biondo di Palermo nel 1974.

Eco

Affermatosi negli anni ’60 come uno dei più brillanti studiosi di estetica e di semiotica (Opera aperta, 1962; Apocalittici e integrati, 1964; La struttura assente, 1968), saggista di effervescente intelligenza e umorismo (Diario minimo, 1963; Sette anni di desiderio, 1983), Umberto Eco ha conseguito fama internazionale con il romanzo Il nome della rosa (1980). Nel teatro è presente con l’atto unico Le forbici elettroniche, messo in scena nel 1960: il protagonista della pièce è una intelligenza artificiale, il ‘Censore elettronico’ che, scambiando la realtà con gli intrecci dei copioni cinematografici riversati nella sua memoria, arriva a credere nella propria esistenza in vita. Il teatro diventa così, nell’intenzione di E., il luogo di indagine sul rapporto fra il mondo ormai dominato dalla tecnica e la realtà intesa come fenomeno di linguaggio. Frequentatore dei cabaret milanesi dei primi anni ’60 si è anche divertito a fornire qualche testo come Tanto di cappello, messo in scena da Filippo Crivelli con Sandro Massimini e una giovanissima Mariangela Melato (1964-65).

Chiesa

Nel 1946 Ivo Chiesa fonda la rivista “Sipario”, che dirige per cinque anni. Nel 1952, abbandonato il lavoro di scrittore e di critico, si cimenta nella regia dirigendo la sua prima compagnia (L. Brignone, M. Benassi, G. Santuccio, E.M. Salerno, A. Asti, G. Mauri) al Teatro milanese di via Manzoni. Dal 1955 è direttore del Teatro stabile di Genova. Per la scena ha adattato il romanzo di Bontempelli Gente nel tempo.

Clerici

Gianni Clerici inizia a scrivere per il teatro negli anni ’80, in collaborazione con Gianni Brera (San Zenone Po, Pavia, 1919 – Codogno 1992). Il risultato del sodalizio è la stesura di tre commedie – El General Pirla, L’amore è N.A.T.O. e Andiamo a Cuba – rifiutate, per motivi di natura ideologica, dai principali teatri milanesi. Nel 1987 Clerici ottiene il Premio Vallecorsi con la commedia inedita Augusto e Cleopatra , ironico completamento della trilogia iniziata da Shakesperae e proseguita da G.B. Shaw, in cui la regina d’Egitto soccombe anche perché Giulio Cesare è smaccatamente gay. Nel 1995, alla Biennale di Venezia, viene messa in scena Tenez tennis , sulla figura della tennista Suzanne Lenglen, coreografa e interprete Valeria Magli. Per il 1999 Clerici prepara la rappresentazione al Teatro Grace Kelly di Monaco di Suzanne Lenglen, la Diva du Tennis, libera ricostruzione della vita della prima professionista nella storia del gioco, unica a non aver mai conosciuto sconfitte.

Mosca

Giovanni Mosca scrive le sue principali commedie tra gli anni ’40 e ’60. Tutti i testi nascono dalla volontà di leggere la società contemporanea, con l’occhio di un moralista che usa l’ironia per fustigare i costumi. In essi si sente riecheggiare quella vis satirica – pur nei limiti di una visione del mondo piccolo-borghese – che ha animato le sue vignette sul “Bertoldo” e sul “Candido”. Le opere più rilevanti sono L’ex-alunno (Teatro Margherita, Genova, 1942, compagnia Tofano-Rissone-De Sica), Collaborò (Il cosiddetto) (Teatro Excelsior, Milano, 1946), L’angelo e il commendatore (Teatro Quirino, Roma, 1949, Compagnia Tofano-Solari), La sommossa (Teatro Minimo, Bologna, 1954), Adamo ed Eva (Teatro Olimpia, Milano, 1955), L’Anticamera (atto unico per la televisione, trasmesso nel 1956), La giostra (Teatro Minimo, Bologna, 1956), La campana delle tentazioni (Teatro Sant’Erasmo, Milano, 1961), Cuccù (atto unico, Piccolo teatro della Città, Firenze, 1963), Italia 2500 (Teatro Sant’Erasmo, Milano, 1967).

Costanzo

Maurizio Costanzo inizia l’attività giornalistica collaborando con diverse testate, da “Ore 12” a “Paese Sera”, ed esordisce come autore radiofonico nei primi anni ’60 con la trasmissione Canzoni e nuvole, condotta da Nunzio Filogamo. Nel 1965 è autore delle trasmissioni televisive Cabaret delle 22 e Aria condizionata. In quegli anni si dedica al cabaret in un piccolo teatro romano, il Cab 37, ed è autore di alcune commedie, scritte tra il 1970 e il 1975: Il marito adottivo; Cielo, mio marito!; Vuoti a rendere. Raggiunge grande popolarità dapprima con la trasmissione radiofonica `Buon pomeriggio (1969), poi con Bontà loro (Rai 1976). Nel 1984 crea, per l’emittenza privata, il Maurizio Costanzo show (nel 1984 in versione itinerante in alcuni teatri d’Italia) che troverà sede stabile al teatro Parioli di Roma, diretto dallo stesso C. Sempre molto attivo, indiscusso protagonista della scena televisiva (autore di numerose trasmissioni di successo, dal 1998 è nominato direttore di Canale 5), ‘eminenza grigia’ della comunicazione politica, C. continua l’attività teatrale con la promozione di cabarettisti italiani dal palcoscenico del Parioli e (dal 1996) con la direzione del festival teatrale di Benevento.