Murgi

Rebecca Murgi studia presso la London Contemporary School e il College of Arts Arnhem, frequentando in seguito numerosi stage e workshop con alcuni dei maggiori esponenti della danza contemporanea come Merce Cunningam, Martha Graham, Steve Paxton, James Saunders, Lisa Kraus. Come danzatrice e coreografa collabora con diversi artisti europei, come il Teatro Valdoca, Adriana Borriello, Iztok Kovac. Tra le sue coreografie, di cui è anche interprete, Magnum Miraculum (1995), vincitore del Concorso Internazionale Teatri in Scatola nel 1997 e Focus on L (1997), uno studio sulla meccanica del corpo in movimento, che prende spunto dai disegni di anatomia di Leonardo da Vinci.

Yuriko

Dopo essersi esibita con la Konami Ishii Dance Company di Tokyo (1930-1937), Kikuchi Yuriko si unisce alla compagnia di Martha Graham (1944-1966), dove danza ruoli principali come la Luna in Canticle for Innocent Comedians e Ifigenia in Clytemnestra . Mette intanto in scena alcuni suoi recital e danza anche a Broadway nel Re e io (1951-1954), con coreografie di Robbins. Si dedica all’insegnamento presso la scuola della Graham, dove si afferma come docente rigorosa e fedelissima al metodo della maestra.

Citaristi

Laureatasi in filosofia orientale all’università di Venezia, dal 1979 Ileana Citaristi vive in India dove si dedica allo studio e alla ricerca sugli stili di danza Odissi e Mayurbanji Chiau sotto la guida del guru Kelucharan Mohapatra. Considerata l’unica esponente straniera dello stile coreutico indiano, si esibisce in India e nelle maggiori città europee in spettacoli di danze antiche e in brani dei quali ha curato le coreografie, come Moksha e Abhinaya. Nel 1997, al Teatro Verdi di Padova, è stata accanto alla Fracci nel Talismano, ricostruzione del balletto ottocentesco di Riccardo Drigo e Marius Petipa.

Sagna

Figlia della pittrice, danzatrice e coreografa Anna Sagna, Caterina Sagna, dopo gli studi di danza, teatro, musica e mimo è tra i danztori del Teatro e Danza La Fenice; danza poi con Jorma Uotinen e con la compagnia Sutki. Con la sua formazione Nadir (1987) firma per se stessa e la sorella Carlotta (Torino 1964) un Duo (1987) e Lemercier (1988) da Le serve di Genet. Dopo Schmah (1988) prosegue nell’ideazione di un teatrodanza ispirato a testi letterari di Büchner (Lenz, 1990), Kafka (Quaderni in ottavo, 1991), Valery (La migration de sens, 1995), Christa Wolf (Cassandra, 1996) Barthes (Strappi, 1997).

Vidach

Dopo le prime esperienze nell’ambito alla sperimentazione teatrale e con il gruppo di `contact improvisation’ di Lucia Latour, dal 1980 al 1989 Ariella Vidach completa la formazione a New York lavorando con T. Brown, S. Paxton, T. Tharp e altri coreografi postmoderni. Tornata in Europa, nel 1988 crea con il videoartista C. Prati e lo scultore M. Mazzella il gruppo di sperimentazione interdisciplinare Avventure in Elicottero Prodotti, con il quale sviluppa una ricerca coreografica basata sull’analisi del movimento e sul rapporto tra corpo e tecnologie, anche virtuali, in spettacoli come: Spotz (1989), Xpray (1991), Elicon Silicon (1994), Il veicolo senziente (1997).

Holm

Hanya Holm ha studiato all’Istituto Dalcroze di Hellerau e dal 1921 con Mary Wigman, per la quale diventa interprete (Feier, 1921; Totenmal, 1930) e assistente coreografica, oltre che insegnante nel suo Istituto di Dresda. Nel 1931 è invitata a New York per aprire la sezione americana della Scuola Wigman che, sotto il nuovo nome di Hanya Holm Studio (1936), resta attiva fino al 1967, diventando ben presto uno dei maggiori centri newyorchesi per la danza moderna. Ha insegnato inoltre ai corsi estivi del Bennington College (1934-39) e dell’Università del Colorado (1943-83). Fondata la sua compagnia nel 1936, firma numerose coreografie, influenzate dalle tematiche della danza moderna americana di quel periodo e fortemente orientate verso la critica sociale ( Trend , musica di E. Varèse, 1937; Metropolitan Daily, musica di G. Tucker, 1938; Tragic Exodus , musica di V. Fine, 1939), ma grande popolarità le viene dall’allestimento delle danze di musical come Kiss me, Kate (1948), My Fair Lady (1956), Camelot (1960). Personaggio di riferimento per la prima generazione della `modern dance’ americana, ha saputo influenzare la formazione di danzatori e coreografi tra i più importanti degli anni ’50 e ’60, come Valerie Bettis, Glen Tetley, Alwin Nikolais. Il suo metodo didattico scaturiva dalla scuola moderna centroeuropea ed era basato non su una tecnica prefissata, bensì sull’incoraggiamento alla ricerca espressiva personale.

Wood

Formatasi con Josephine Schwarz a Dayton, Donna Wood debutta con la Dayton Contemporary Dance Company. Si perfeziona poi al Dance Theatre of Harlem, per entrare in seguito nell’Alvin Ailey American Dance Theatre (1972) dove, con la sua intensa presenza e le sue straordinarie doti plastiche, è interprete di spicco del repertorio della compagnia e ispiratrice del grande coreografo afroamericano.