Murgi

Rebecca Murgi studia presso la London Contemporary School e il College of Arts Arnhem, frequentando in seguito numerosi stage e workshop con alcuni dei maggiori esponenti della danza contemporanea come Merce Cunningam, Martha Graham, Steve Paxton, James Saunders, Lisa Kraus. Come danzatrice e coreografa collabora con diversi artisti europei, come il Teatro Valdoca, Adriana Borriello, Iztok Kovac. Tra le sue coreografie, di cui è anche interprete, Magnum Miraculum (1995), vincitore del Concorso Internazionale Teatri in Scatola nel 1997 e Focus on L (1997), uno studio sulla meccanica del corpo in movimento, che prende spunto dai disegni di anatomia di Leonardo da Vinci.

Clarke

Martha Clarke studia con Tamiris, Limón, Ailey, Horst, Sokolov. Dal 1972 al 1978 collabora con il gruppo Pilobolus, per cui crea soli come Pagliaccio, Fallen Angels, Nocturne. Fonda poi con Felix Blaska e Robby Barnett la compagnia Crowsnest (1978). Fra i suoi lavori, con attori, mimi e ballerini: The Garden of Earthly Delights (1984), Vienna Lusthaus (1986), Miracolo d’amore (1988), The Garden of Villandry, che rimonta anche per l’American Ballet Theatre (1988). È autrice di un teatrodanza di gusto pittorico e narrativo, molto originale nel panorama statunitense.

Wallmann

Dopo aver studiato danza all’Opera di Vienna, Margarete Wallmann si è perfezionata a Parigi con la Preobrajenska. Ha fondato una scuola di danza a Berlino negli anni ’30; in quegli stessi anni debuttava come regista (Orfeo ed Euridice di Gluck) e coreografa al festival di Salisburgo, anche in spettacoli di Max Reinhardt. Le due attività saranno poi quasi inscindibili nel suo percorso artistico: particolarmente in Italia, dove debuttò nel 1937 al Maggio musicale fiorentino e alla Scala. Durante la guerra fu direttrice del balletto al Colón di Buenos Aires. Rientrata in Europa fu di nuovo alla Scala, anche come direttrice del corpo di ballo, creando alcune novità come Vita dell’uomo di Savinio (1958). Dal 1952 si è dedicata principalmente alla regia operistica, curando peraltro all’interno degli spettacoli d’opera i divertissements coreografici.

Hoyos

Cristina Hoyos si dedica alla danza spagnola fin da giovanissima, debuttando nell’ambito della Fiera mondiale di New York. Nel 1969 entra a far parte della compagnia di Antonio Gades; con lui nel 1974 interpreta la parte della protagonista in Bodas de sangre , ruolo che riprende anche nella versione cinematografica firmata da Carlos Saura nel 1978. Il sodalizio con Gades si consolida: nel 1978 diventa prima ballerina del Ballet Nacional Español, da lui diretto, e nel 1981 lo segue nella fondazione della nuova compagnia, Ballet Antonio Gades. Partecipa alla realizzazione del film Carmen Story (1983; regia di Carlos Saura, coreografie di Antonio Gades) e ne interpreta il ruolo principale nella versione teatrale (1984); è poi protagonista dell’ultimo film della trilogia spagnola di Carlos Saura, El amor brujo (1985). Lasciata la compagnia di Gades, nel 1988, dopo aver girato alcuni film ( La balena bianca , 1988; Montoyas y Tarantos , 1989) fonda nel 1989 il Ballet Cristina Hoyos, con il quale crea e interpreta numerosi spettacoli presentati nei maggiori teatri europei, da Sueños flamencos (1990) a Yerma ( 1992), Lo Flamenco (1992), Cuadro Flamenco (1995), Arsa y Toma (1996). Danzatrice di notevole intensità interpretativa, dalla personalità teatrale magnetica, arcana e sensuale, è considerata oggi tra le più significative presenze del teatro di danza spagnolo.

Vidach

Dopo le prime esperienze nell’ambito alla sperimentazione teatrale e con il gruppo di `contact improvisation’ di Lucia Latour, dal 1980 al 1989 Ariella Vidach completa la formazione a New York lavorando con T. Brown, S. Paxton, T. Tharp e altri coreografi postmoderni. Tornata in Europa, nel 1988 crea con il videoartista C. Prati e lo scultore M. Mazzella il gruppo di sperimentazione interdisciplinare Avventure in Elicottero Prodotti, con il quale sviluppa una ricerca coreografica basata sull’analisi del movimento e sul rapporto tra corpo e tecnologie, anche virtuali, in spettacoli come: Spotz (1989), Xpray (1991), Elicon Silicon (1994), Il veicolo senziente (1997).

Sacco

Formatasi allo stile moderno, dal 1975 Nicoletta Sacco si dedica alla sperimentazione e alla didattica, elaborando una nuova metodologia di insegnamento della danza moderna basata sull’interazione tra le arti. Quindi, con le compagnie Children’s Dance Company e Chorea, fondate rispettivamente nel 1984 e 1988, realizza una ricerca, basata principalmente sull’incentivo della creatività individuale dei singoli danzatori. Ai numerosi lavori, come Dragholl, 1989, L’attesa 1992, Contemporanea 1995, Revolution 1997, affianca una nuova attività coreografica di integrazione tra giovani disabili e danzatori professionisti.

Lopez

Sorella minore della Argentinita, Pilar Lopez debutta in un suo spettacolo a soli sette anni, entrando in breve tempo nella Gran compagnia di balli spagnoli da quella fondata con Federico García Lorca e partecipando a tutte le produzioni. Alla morte dell’Argentinita, fonda il Ballet Espanol (1946) del quale è prima ballerina accanto a José Greco e Manuela Vargas e con questo produce accanto ai tradizionali spettacoli di baile numerosi balletti tra i quali Il cappello a tre punte (1949), Concerto de Aranjuez , musica di Joaquín Rodrigo 1953), Preludes et images , musica di Claude Debussy. Formatasi alla scuola colta e moderna dell’Argentinita, è stata interprete di grande raffinatezza stilistica e nobiltà gestuale e preziosa innovatrice della danza spagnola che con lei ha assunto una maggiore teatralità e consistenza coreografica. Fondamentale anche la sua opera didattica: ha formato molte personalità della danza spagnola come Antonio Gades, José Greco e Mario Maya.