Sarzi

Otello Sarzi è figlio di Francesco (Mantova 1893-ivi 1983), a sua volta figlio di un altro burattinaio, Antonio (Mantova 1863). Muovendo da una conoscenza profonda del repertorio e dello stile tradizionale (che sa presentare in modo mirabile), raccolta in famiglia, S. ha svolto un ruolo assolutamente determinante nel rinnovamento del nostro teatro d’animazione. Già nel 1953, fonda a Chiusi un Teatro stabile di burattini e marionette, ma è nel 1957, a Roma, che inizia la sua opera creativa e innovativa con il Teatro sperimentale burattini e marionette, anche con la collaborazione di Maria Signorelli che mette in scena testi di Brecht (Un uomo è un uomo), García Lorca (Il teatrino di Don Cristobal) e Arrabal (Pic-nic).

La compagnia intraprende tournée all’estero con spettacoli musicali dei Virtuosi di Roma e, nel 1969 si stabilisce presso Reggio Emilia, alternando presenze nazionali e internazionali – oltre che in quasi tutti i Paesi europei, Sarzi ha portato il suo teatro in India, in Africa, negli Usa, invitato ai più importanti festival – a un’attività didattica (seminari di costruzione e di animazione dei burattini nelle scuole) in Emilia Romagna. Frequenti sono le collaborazioni con la tv italiana e della Svizzera italiana. Numerosi sono i suoi spettacoli di rilievo, spesso anche tecnicamente molto complessi, ambiziosi e sempre caratterizzati da un forte impegno culturale e un’esplicita consapevolezza politica. Sarzi rappresenta uno dei momenti più alti e importanti nella vicenda del nostro teatro d’animazione nel secondo dopoguerra e dalla sua esperienza, direttamente e indirettamente, sono derivate alcune compagnie tra le più interessanti nel nostro Paese.

Campogalliani

Francesco Campogalliani è il più famoso e ultimo di una famosa dinastia modenese di burattinai, avviata da Luigi Rimini C. alla fine del Settecento. Uomo e artista straordinario, Francesco rivalutò il teatro dei burattini in periodo di latente crisi, lo nobilitò imponendolo nei teatri e lo fece riconoscere come una vera manifestazione d’arte su tutto il territorio nazionale. Dotato di rara maestria, sapeva trascinare gli spettatori con i repertori drammatici; era infatti solito affermare che «i burattini devono essere la verità per i piccoli e il grottesco per i grandi».

Bertoni

Fin da giovane appassionato degli spettacoli di piazza, Ciro Bertoni si dedica dapprima all’illusionismo, poi recita in compagnie filodrammatiche, ma la sua vera passione furono i burattini. Il teatro dei sapienti burattini presentati dal mago Bertoni fu conosciuto e stimato nell’alta Italia e in quella centrale. Egli aveva una buona padronanza di molti dialetti ed era capace di sostenere da solo uno spettacolo interpretando oltre dieci personaggi con tonalità di voce diversa. È ricordato anche per l’ammirevole maneggio dei burattini dentro la baracca.