Ubaldi

Uscita dalla Scuola del Piccolo di Milano, Marzia Ubaldi debutta nella compagnia dello Stabile nel 1960 con La congiura di Giorgio Prosperi diretta da Squarzina, che poi la scrittura allo Stabile di Genova. A Spoleto recita in I carabinieri di Joppolo nell’unica regia teatrale di Rossellini. Dopo una pausa decennale, torna al palcoscenico con Lupi e pecore di Ostrovskij, regia di Sciaccaluga e con L’orologio americano di A. Miller. Con Alberto Lionello interpreta la seconda edizione del musical Ciao Rudy. Si dedica quindi a una intensa attività di doppiatrice, mentre a teatro fa compagnia con il marito Gastone Moschin (Delitto all’isola delle capre di U. Betti). Fra gli ultimi spettacoli L’impresario delle Smirne di Goldoni con la regia di Missiroli (1992).

Ulanova

Figlia d’arte, Galina Sergeevna Ulanova seguì i corsi della madre Maria Romanova al Teatro Marijinskij, perfezionandosi in seguito con Agrippina Vaganova. Si è diplomata nel 1928, ma era apparsa in scena ancora bambina. Solista del Kirov, nel 1929 otteneva già prime parti, anche come protagonista del Lago dei cigni, balletto destinato a diventare suo cavallo di battaglia. L’anno dopo acquisiva al proprio repertorio l’altro classico cajkovskijano, La bella addormentata nel bosco . Nel 1931 era protagonista di Raymonda di Glazunov-Petipa e nel 1932 affrontava per la prima volta Giselle, altro caposaldo del suo catalogo esecutivo. Il personaggio romantico fu declinato da lei da un’angolazione drammatica, senza risvolti mistici, ma seguendo i dettami del realismo sovietico di cui divenne tra le maggiori esponenti nell’ambito ballettistico.

In analogo clima si situò la sua creazione di Romeo e Giulietta di Prokof’ev-Lavrovskij al Kirov nel 1940, nota anche attraverso una versione cinematografica. Nel 1944 passò al Bol’šoj di Mosca, del quale divenne la stella assoluta per due decenni. Qui, nel 1945, creò l’altro capolavoro di Prokof’ev, Cenerentola, per la coreografia di Rotislav Zacharov, che per lei dieci anni prima aveva montato La fontana di Bachcisaraj. Al Bol’šoj nel 1954 creerà anche l’ultimo balletto di Prokof’ev, Il fiore di pietra, ancora con coreografia di Lavrovskij. Tutti balletti, questi, di carattere narrativo e di impianto tradizionale, poiché Ulanova rifiutò sempre esperimenti più avanzati e creazioni di tipo astratto. La prima apparizione di Ulanova nel mondo occidentale avvenne al Maggio musicale fiorentino, a Roma nel 1949 e alla Scala, in un `concerto di danza’ nel 1951. In seguito si è dedicata all’insegnamento, sempre al Bol’šoj.

Ullate

Formatosi alla danza classica con Maria de Ávila, Victor Ullate debutta nella compagnia di danza spagnola di Antonio, con la quale si esibisce in tutto il mondo. Dal 1964 al 1979 fa parte del Ballet du XXème Siècle di Maurice Béjart, apparendo come solista in vari balletti (Bakhti, L’ uccello di fuoco, Nomos Alpha) e creando l’acclamato ruolo del protagonista di Gaité Parisienne (1978); in quegli anni si esibisce anche in ruoli del repertorio classico, danzando come ospite con compagnie come il London Festival Ballet, il National Ballet of Canada e il Balletto nazionale di Cuba. Nominato nel 1979 direttore del Balletto classico nazionale di Spagna, lascia l’incarico nel 1983 per aprire la sua scuola di danza, cui segue, nel 1988, la fondazione del Ballet Victor Ullate.

Il complesso, composto da suoi ex allievi, ben presto si impone all’attenzione internazionale per l’affiatamento e la versatilità tecnica e stilistica, espressa in un repertorio composto di titoli del balletto romantico (Giselle), del Novecento storico (Concerto Barocco di G. Balanchine), del Neoclassico contemporaneo (In and Out di Hans Van Manen, Quartet di Nils Christe); sue sono inoltre molte delle creazioni proposte, caratterizzate da una spettacolare fusione tra balletto classico e antica danza iberica (Arraigo, 1988; Amanecer, 1991; El Amor Brujo, 1995; una personale lettura di Don Chisciotte, 1998).

Ulmann

Formatasi alla scuola berlinese di Rudolf Von Laban, ha insegnato a Norimberga e alla Folkwang Schule di Essen prima di emigrare in Inghilterra con Kurt Jooss (1934). Insegnante al Dartington Hall fino al 1940, è stata la più stretta collaboratrice di Laban, del quale ha divulgato le teorie e il metodo didattico e di coreologia fondando il Laban Art of Movement Guild (1945) e l’Art of Movement Studio di Manchester, poi inglobato nel Laban Centre Trust di Addlestone, da lei diretto fino al 1973.

Umbria,

Il Teatro Stabile dell’Umbria fu fondato a Perugia nel 1985. Il Teatro Stabile dell’Umbria articola la propria attività su tre piani complementari: la produzione, la distribuzione e la documentazione. Dal punto di vista produttivo è stato privilegiato il teatro di regia grazie alla collaborazione con artisti quali Ronconi, Patroni Griffi, Fo e Castri. Obiettivo privilegiato l’attenzione per la contemporaneità attraverso la rivisitazione e la riattualizzazione dei classici. Quattordici sono i teatri coinvolti nel circuito dello stabile che tenta di promuovere stagioni di prosa il più possibile diversificate al fine di favorire una sempre maggiore mobilità del pubblico.

Fra le produzioni più significative del teatro sono da ricordare per la regia di Ronconi La serva amorosa di Goldoni (Gubbio, Teatro Comunale 1986), Tre sorelle di Cechov (Gubbio, Teatro Comunale 1989), Memorie di una cameriera di Dacia Maraini (Perugia, Teatro della Sapienza 1997); per la regia di W. Pagliaro Il malinteso di Camus, A porte chiushe di Sartre (Gubbio, Teatro Comunale 1990); e per la regia di M. Castri Elettra (Spoleto, Teatro Caio Melisso 1993), Ifigenia in Tauride (Perugia, Teatro Morlacchi 1994) e, in coproduzione con il Teatro Metastasio di Prato, il percorso attraverso Goldoni: Le smanie per la villeggiatura (Perugia, Teatro Morlacchi 1995), Le avventure della villeggiatura (Spoleto, Teatro Nuovo 1996) e Il ritorno dalla villeggiatura (Prato, Teatro Metastasio 1996). Un Centro studi e di documentazione dello spettacolo affianca l’attività produttiva, contribuendo alla diffusione sul territorio della cultura teatrale attraverso la proposta di attività collaterali alle stagioni di prosa. È diretto attualmente da Franco Ruggero.

Unamuno

Filosofo, romanziere, poeta, Miguel de Unamuno è fra gli autori più importanti della ‘generazione del ’98’; figura molto contraddittoria e discussa, è oggi considerato uno degli innovatori della letteratura spagnola dei primi decenni del secolo. Come drammaturgo è autore di un teatro astratto, filosofico, depurato da ogni spettacolarità, lontanissimo quindi dai gusti del pubblico dell’epoca: un tipo di teatro che egli stesso teorizzò nei suoi saggi. Tra i suoi testi più significativi: Ombre di sogno (Sombras de sueño, 1926), L’Altro (El Otro, 1926), sul problema dell’identità, e Fratel Giovanni (El hermano Juan), rivisitazione del mito di Don Giovanni. Il suo dramma Un vero uomo fu messo in scena dalla compagnia Teatro d’Arte diretto da Pirandello, 1927.