Nadasi

Segue gli insegnamenti di Jakob Holczer, Henriette Spinzi, Cecchetti e N. Guerra. Dal 1909 al 1912 prende parte a diverse tournée in Russia, e dal 1913 al ’21 danza come solista nel balletto dell’Opera di Budapest, di cui diverrà in seguito maître e direttore. Figura di spicco nel panorama della danza ungherese – soprattutto per la sua attività di insegnante – dopo aver sostenuto la direzione della Scuola del balletto di stato a Budapest (1949-62), si è dedicato all’organizzazione dell’opera didattica ( Metodo di danza classica , 1963).

Nagy

Formatosi a Budapest con Olga Lepeshinskaya, entra a far parte del Balletto dell’Opera di stato di Budapest (1960), del Washington National Ballet (1965), del New York City Ballet e dell’American Ballet Theatre, dove diventa primo ballerino (1968-78). Danza ruoli da protagonista in Gartenfest (1968) e Eternal Idol (1969) di Michael Smuin, The River (1970) di Ailey, I racconti di Hoffman (1972) di Peter Darrel. Ritiratosi dalle scene, diventa direttore artistico del Ballet del Teatro Municipal di Santiago, del Cincinnati-New Orleans City Ballet (1986), dell’English National Ballet (1990) e del Ballet de Santiago de Chile.

Nanni

Giancarlo Nanni si forma come pittore, legandosi alla scuola che aveva Mario Schifano come esponente principale. Successivamente entra in contatto con Sylvano Bussotti e con Aldo Braibanti, lo scrittore e filosofo condannato nel 1969 a quattro anni di reclusione per il plagio di due suoi allievi (caso rimasto unico in Italia). Nel 1968 fonda con Valentino Orfeo il Gruppo Space Re(v)action; esordisce in quell’anno con Escurial prova la scuola dei buffoni . Sempre sul finire degli anni ’60 riunisce un gruppo che comprende anche Valentino Orfeo, Memé Perlini, Giuliano Vasilicò e Pippo Di Marca e il cui manifesto recita: «Essi fanno parte del circolo La Fede, via Portuense 78, Roma. Questo gruppo ha carattere sperimentale e si dedica, per ora, alla ricerca di un nuovo linguaggio teatrale. I suoi componenti provengono da svariate attività: sono pittori, scrittori, poeti, attori». Lì nasce quella che è stata definita la `scuola romana’ della sperimentazione teatrale negli anni ’70. Nel marzo 1972, al Teatro La Fede, N. mette in scena il Risveglio di primavera di Wedekind. In quell’anno firma anche un contratto con il Teatro stabile di Roma, con l’intenzione di conservare, per il suo gruppo, il carattere di laboratorio. La messinscena del Risveglio esordisce quindi in una struttura pubblica, il Teatro Centrale di Roma, nell’ottobre 1972.

Nella stagione 1972-73 lo Stabile romano, diretto da Franco Enriquez, presenta all’inizio della stagione un cartellone con tre spettacoli di N.: oltre al testo di Wedekind, Il diavolo bianco di John Webster e la ripresa di A come Alice , tratto dalla favola di Lewis Carroll, presentato già nel 1970. Dopo il divorzio dallo Stabile romano, nella stagione 1973-74 comincia la collaborazione con un altro Stabile, quello genovese. Il 20 novembre 1975 con Artificiale/Naturale , testo tratto dal poeta francese di origine belga Henri Michaux, esordisce il suo nuovo teatro-laboratorio, La fabbrica dell’attore, in uno spazio teatrale nuovo nel centro di Roma: il Teatro di Trastevere. Nello stesso teatro mette in scena all’inizio del 1976 I masnadieri di Schiller. Negli anni ’80 e ’90, tra i suoi spettacoli più significativi si segnalano: Strindberg di Strindberg (1982), Vinzenz e l’amica di uomini importanti di Musil (1990), Herodias (1991), Hedda Gabler di Ibsen (1993), Come vi piace di Shakespeare (1994) e La sposa di Parigi di Giuseppe Manfridi (1995). Il nome di Nanni si lega, fin dal 1966, a quello di Manuela Kustermann, sua interprete femminile e compagna nella vita, una delle poche attrici affermatesi nelle `cantine’ romane.

National Theatre

Il National Theatre è situato dal 1976 nel complesso culturale del South Bank a Londra, che lo supporta con tre spazi teatrali: il Lyttelton Theatre, il più grande; l’Olivier Theatre, con il suo spazio aperto; e il Cottesloe Theatre, teatro studio più piccolo degli altri e più flessibile sia nell’arrangiamento del palco sia nella sistemazione del pubblico. Il primo direttore artistico fu Laurence Olivier (1963-1973); a lui sono succeduti Peter Hall e Richard Eyre che alla fine del 1997, dopo molti successi, ha lasciato il posto a Trevor Nunn. Tra i quasi cinquecento lavori teatrali messi in scena fino a oggi, si sono alternate opere classiche, antiche e moderne, alle sempre più frequenti produzioni di lavori di autori emergenti o addirittura appena debuttanti – come nel caso del ventenne Martin McDonnagh -, dando un vigoroso impulso alla drammaturgia contemporanea anche con progetti di laboratorio teatrale.

Nativi

Laureata in storia moderna, Barbara Nativi scopre il teatro a ventotto anni attraverso un apprendistato che va dalla collaborazione con il Victor Jara (Panichi, Riondino, Trambusti) all’incontro con l’americana Muriel Miguel delle Spiderwoman di New York e agli spettacoli all’ex Humor Side (ora Teatro di Rifredi) nelle numerose produzioni collettive del periodo, assieme a Paolo Hendel, Rosa Masciopinto, Renata Palminiello. Inizia allora il suo sodalizio artistico con Silvano Panichi, con cui fonda il Laboratorio Nove; dopo aver creato e diretto con lui molte rassegne fiorentine, crea il Teatro della Limonaia, di cui assume fin dall’inizio la direzione artistica. Nello stesso periodo lavora come attrice in performance, spettacoli surreali e di cabaret, recital futuristi. Lavora poi con il belga Thierry Salmon, Remondi e Caporossi e molti altri artisti dell’avanguardia italiana e straniera. Nel 1988 sceglie di passare alla regia e con la compagnia Laboratorio Nove debutta alla rassegna dell’Eti Ricerca Sette con Da Woyzeck . A partire dal 1990, sviluppa anche un’attività di scrittura teatrale che alterna alla direzione di pièce straniere, stimolata dallo scambio culturale che l’esperienza del Festival Intercity, nato nel 1988, comporta. Dal 1992 ha tradotto circa quindici opere teatrali contemporanee dal francese, dallo spagnolo e dall’inglese, curando per Ubulibri l’antologia Nuovo teatro inglese e Il teatro del Quebec e Intercity Plays 1 e 2 , due raccolte di testi pubblicate dal Teatro della Limonaia. L’allestimento più fortunato è stato senz’altro Le cognate di Michel Tremblay che è andato in tournée anche la stagione successiva. Ha insegnato alla Scuola del teatro Laboratorio Nove per 15 anni. Nel 1996 riceve il Premio della critica da parte dell’Associazione nazionale critici teatrali per il complesso della sua attività di regista, scrittrice e operatrice culturale nell’ambito della ricerca teatrale. Nel 1997 riceve il premio Ubu per il Festival Intercity. Parallelamente prosegue il lavoro di attrice attraverso letture e recital.

Nativo

Allieva di Daria Collin e Nora Gsovskij, inizia giovanissima la carriera danzando nel Balletto Europeo di Léonide Massine ( La Commedia umana, 1959) e Aurel Milloss. Del coreografo ungherese diventa interprete prediletta e danza in numerosi titoli della sua produzione ( La Rosa del sogno, 1967; Persèphone, 1970; Il Mandarino meraviglioso, 1974), nonchè in novità assolute su musiche di autori contemporanei: Raramente (1970) su musica di Sylvano Bussotti, Visage (1973) su musica di Luciano Berio. Nominata prima ballerina assoluta del Corpo di ballo del Maggio musicale fiorentino si segnala per la linea allungata e flessuosa e la fascinosa presenza in novità di Micha Van Hoecke ( Souvenir de Florence ,1978), John Butler ( Night piece ,1979), Joseph Russillo ( Laguna , 1982) e balletti di Béjart ( Les noces, 1978). Ritiratasi nel 1988, con Keith Ferrone dirige a Firenze dal 1990 il Florence Dance festival e un centro di didattica e promozione della danza.

Nattino

Laureatosi all’Università Bocconi di Milano nel 1971, fonda nello stesso anno il Magopovero, collettivo teatrale di base diventato poi organismo professionista nel 1978. Dal 1985 si dedica interamente al teatro curando la scrittura e la regia dei principali lavori teatrali della compagnia Magapovero, oggi Alfieri. I suoi testi Van Gogh e La fortezza vuota sono finalisti ai Premi Riccione e Vallecorsi. È tra i fondatori, nel 1990, della Casa degli Alfieri, centro di studi e di ricerche teatrali, situata su una collina nel cuore del Monferrato. Nel 1995 il lavoro teatrale Maudie e Jane , con Judith Malina e Lorenza Zambon, lavoro di cui cura regia e drammaturgia, gli vale il Premio dell’Associazione Nazionale dei Teatri di Ricerca e dei Teatri Ragazzi/Giovani (Premio Quarta Area Agis). Nella stagione 1997-98 il suo Chisciotte viene portato in scena dalla Casa degli Alfieri e dal Living Theatre con Judith Malina.