Jakobson

Terminati gli studi all’Istituto coreografico di Leningrado, Leonid Venjaminovic Jakobson ha danzato sino al 1933; ha quindi svolto attività di coreografo al Bol’šoj di Mosca dal 1933 al 1942, al Kirov di Leningrado dal 1942 al ’50 e dal 1955 al ’75. Come ballerino è stato impiegato in ruoli grotteschi e di carattere; la sua prima importante coreografia è il secondo atto dell’ Età dell’oro (1930). Da ricordare l’allestimento di Spartaco per il Kirov (1956) e per il Bol’šoj (1962), ma la sua forma espressiva preferita è stata la `miniatura’ coreografica: con il titolo Miniature coreografiche ha riunito nel 1958 al Kirov vecchi e nuovi lavori. Proseguendo in questa direzione, nel 1969 ha fondato a Leningrado il Teatro delle Miniature coreografiche, compagnia per la quale ha realizzato Pas de deux, Il volo della Taglioni, Danza medievale con baci, La morte del cigno, Il Minotauro e la Ninfa, Mozartiana, facendo spesso ricorso a musicisti del ‘900 (Stravinskij, Prokof’ev, Honegger); in Occidente la compagnia ha debuttato a Venezia nel 1981 con il nome di Ballet Jakobson. Ha curato le coreografie del film L’uccello azzurro (1976). Molti dei suoi balletti, giunti sino alla prova generale, non hanno mai visto la prima, a causa dell’ostilità del regime sovietico: un frammento di un suo balletto sulla Nona sinfonia di Šostakovic, Il dittatore impazzito , realizzato nel 1971, è andato in scena soltanto nel 1985. Seguace e continuatore dell’opera di Fokine, si è allontanato in gioventù dalla danza classica per poi farvi ritorno e sostenere il balletto drammatico, lontano però dai principi del `drambalet’ sovietico, sempre alla ricerca di nuove forme espressive.

Jude

Charles Jude ha studiato presso il conservatorio di Nizza. Scritturato dall’Opéra di Parigi, è solista nel 1975 e primo ballerino l’anno successivo. Nel 1976 ottiene la medaglia di bronzo al concorso di Tokyo, e diviene étoile dopo una bella e intensa rappresentazione in Ivan il Terribile. Dotato di eleganza e classe superiore, è stato valorizzato soprattutto da Nureyev che, dopo averlo avuto al fianco in Auréole di Taylor (1974), lo ha sovente voluto come partner nelle sue tournée internazionali. Attualmente è direttore del corpo di ballo del Grand Théâtre di Bordeaux.

Jacobs

Noto per aver ripreso e diffuso la maschera di Albert Fratellini, è stato tra i pochi a slegarsi dall’anonimato dei circhi a tre piste americani. La sua effigie, divenuta l’archetipo stesso del clown sui manifesti di tutto il mondo, è stata onorata anche da un francobollo.

James

Fu il primo di una serie di intellettuali americani che scelsero l’Europa come patria di elezione. Non ebbe grande successo come drammaturgo; fallimentare fu l’esito del suo primo dramma, Guy Domville (1893), in cui traspose sulla scena uno dei motivi tipici della sua narrativa: il rovello dell’ultimo discendente di una nobile famiglia inglese, incerto se proseguire la dinastia o indossare l’abito di prete cattolico. Dopo lo scacco di questo tentativo, J. decise di non scrivere più nulla per il teatro fino al 1907, quando adattò per le scene la vicenda di Summersoft , col nuovo titolo The High Bid , che gli garantì l’apprezzamento di Max Beerbohm, Walkley e altri critici importanti. Altre opere teatrali sono l’adattamento di Daisy Miller (1882), mai rappresentato, quello di The American (1889), Tenants (1890), Disengaged (1892), The Outcry (1908); vari i riadattamenti per la scena delle sue opere narrative.

Jonasson

Figlia d’arte (sangue svedese e tedesco), Andrea Jonasson si iscrive giovanissima alla Scuola d’arte drammatica di Monaco e si forma con il grande Gustav Gründgens, dominatore assoluto, al di là della compromissione con i nazisti, della scena tedesca e grande interprete del Faust di Goethe. Dopo l’apprendistato ad Amburgo e la morte di questi, passa nei maggiori teatri della Germania, da Heidelberg a Düsseldorf, a Monaco, quindi a Zurigo e Vienna, sempre ricoprendo grandi ruoli, da Giulietta alla Margherita del Faust , da Santa Giovanna dei macelli (1968) ai personaggi di Dürrenmatt, O’Neill, Pirandello (la Figliastra nei Sei personaggi ), a Masa delle Tre sorelle al Thalia Theater di Amburgo (1972), dove Strehler la vede e le offre di essere la regina Margherita per l’estate successiva a Salisburgo nel suo Gioco dei potenti , grande féerie in due giornate tratta dalla trilogia di Enrico VI di Shakespeare. L’incontro è decisivo per entrambi e, dopo la ripresa al Burgtheater di Vienna (1974), Andrea Jonasson segue Strehler a Milano; per un po’ si divide fra Italia e Germania e nel 1977, allo Schauspielhaus di Amburgo, frutto della intensa collaborazione con il regista è il nuovo allestimento dell’ Anima buona di Sezuan , con Kurt Beck (Wang) e Heinrich Giskes (Yang Sun), dove Andrea Jonasson affronta le due immagini opposte di Shen Te e Shui Ta con grande duttilità istrionica, calandosi con dolorosa dolcezza nella prima e con durezza feroce nel secondo: premessa alla totale affermazione in Italia dell’edizione del Piccolo nel 1981, anno del matrimonio con il regista triestino. Quindi i successi della Minna von Barnhelm di Lessing, del Come tu mi vuoi , dove Andrea Jonasson ha dato del personaggio dell’Ignota una figurazione indelebile, dell’ Arlecchino (e qui il personaggio di Beatrice, sulla scorta del lavoro su Shen Te / Shui Ta, si è finalmente arricchito dell’ambiguità suggerita da Goldoni); dopo i ruoli di Elena (Faust parte II ) ed Ellida (La donna del mare) è iniziata una collaborazione con il Teatro stabile di Genova e con Marco Sciaccaluga, che l’ha diretta in Suzanne Adler della Duras, Un mese in campagna di Turgenev e Le false confidenze di Marivaux, mentre il lavoro al Burgtheater prosegue con testi di Stoppard, Schiller e Musil.

Jaques-Dalcroze

Professore a Ginevra, ha sviluppato le teorie del movimento individuate da François Delsarte in un sistema di esercitazione della sensibilità musicale, atto a stimolare la traduzione del ritmo in movimenti fisici e denominato ginnastica ritmica (euritmia). Nel suo Istituto di ritmo applicato, fondato nel 1911 a Hellerau, vicino a Dresda, ha trasmesso la sua disciplina a numerosi danzatori, come Marie Rambert, Hanya Holm, Mary Wigman, Yvonne Georgi, fondamentali per lo sviluppo della danza libera europea. Rientrato in Svizzera durante la prima guerra mondiale, ha trasferito poi la sua scuola presso Vienna, pur continuando a insegnare anche a Ginevra.

Jones

Dopo gli studi con Strasberg debutta a Broadway nel 1958. Grazie alla sua presenza magnetica e alla sua potenza vocale, ha trionfato nel 1968 in La grande speranza bianca (The Great White Hope) di H. Sackler, biografia romanzata del grande pugile nero Jack Johnson, e nel 1978 in un monodramma su Paul Robeson; ma ha interpretato con successo anche personaggi scritti per attori bianchi come Lopachin, Lear, Macbeth, Coriolano e il protagonista di Arriva l’uomo del ghiaccio di O’Neill, invertendone le valenze simboliche. Negli anni ’80 è apparso in alcuni drammi di A. Fugard.