Evdokimova

Dopo aver studiato presso le scuole dell’Opera di Monaco, del Royal Ballet, a Copenaghen e a Leningrado, vince la medaglia d’oro a Varna nel 1970 e il premio della critica a Berlino nel 1971. Debutta nel 1966 con il Balletto reale danese; in seguito fa parte della compagnia dell’Opera di Berlino. Intraprende quindi una carriera di artista ospite danzando con le principali compagnie, fra le quali il London Festival Ballet. Applaudita interprete del ruolo di Giulietta nel Romeo e Giulietta (musica di Prokof’ev, coreografie di Cranko e Bojarcikov), è stata prima interprete di Scarecrows di Luipart (1970) e di Luisa nello Schiaccianoci coreografato da Ronald Hynd per il London Festival Ballet.

English Stage Company

Fondata da G. Devine e R. Duncan nel 1956, English Stage Company si insedia al Royal Court Theatre con l’intenzione di promuovere e favorire la sperimentazione e la diffusione drammaturgica, con particolare riguardo per gli autori giovani o esordienti. In seguito il raggio d’azione del complesso si estende alla riproposizione di classici e alla organizzazione di festival internazionali. Grazie alle collaborazioni con registi quali Devine, Richardson, Gaskill, Dexter e al contributo di autori quali Arden, Simpson, Pinter e Wesker, la English Stage Company concorre a un rilancio del teatro britannico, di cui la prima assoluta di Ricorda con rabbia di J. Osborne (1956) segna una tappa fondamentale.

Eco

Affermatosi negli anni ’60 come uno dei più brillanti studiosi di estetica e di semiotica (Opera aperta, 1962; Apocalittici e integrati, 1964; La struttura assente, 1968), saggista di effervescente intelligenza e umorismo (Diario minimo, 1963; Sette anni di desiderio, 1983), Umberto Eco ha conseguito fama internazionale con il romanzo Il nome della rosa (1980). Nel teatro è presente con l’atto unico Le forbici elettroniche, messo in scena nel 1960: il protagonista della pièce è una intelligenza artificiale, il ‘Censore elettronico’ che, scambiando la realtà con gli intrecci dei copioni cinematografici riversati nella sua memoria, arriva a credere nella propria esistenza in vita. Il teatro diventa così, nell’intenzione di E., il luogo di indagine sul rapporto fra il mondo ormai dominato dalla tecnica e la realtà intesa come fenomeno di linguaggio. Frequentatore dei cabaret milanesi dei primi anni ’60 si è anche divertito a fornire qualche testo come Tanto di cappello, messo in scena da Filippo Crivelli con Sandro Massimini e una giovanissima Mariangela Melato (1964-65).

Ekson

Attore dell’avanguardia teatrale newyorkese, con collaborazioni con il Café La Mama e il Living Theatre, studia danza contemporanea con Alwin Nikolais e Murray Louis. Dal 1975 al 1980 fa parte del Group de Recherches Chorégraphiques dell’Opéra di Parigi diretto da Carolyn Carlson, partecipando a tutte le creazioni ( L’or de fou , Le fou d’or , Sablier prison , Le Trio ); dal 1980 al 1983 è sempre con la Carlson nel gruppo Teatro e Danza La Fenice. In seguito si dedica alla coreografia ( What’s the matter? , 1992) e all’insegnamento, danzando come ospite in compagnie internazionali ( Roi Lear , Béjart Ballet Lausanne 1994).

Ezralow

Dopo studi di tecnica Graham al Berkeley College, Daniel Ezralow danza con Lubovitch e Taylor. Entra poi nel gruppo dei Momix di Pendleton e nel 1987 dà vita agli Iso (‘I am so optimist’), con un repertorio di titoli come Psycho Killer, Foreign Tailes, DNA, Captain Tenacity, Rubber Dubber, Soon, Night Toughts. Crea con l’amico Parsons il duo Brothers (1982) e coreografa per il Laboratorio lirico di Alessandria un’opera contemporanea, Time out, su musica di Ludovico Einaudi (1988). Per il MaggioDanza fiorentino allestisce White Man Sleeps con Alessandra Ferri (1991); per l’Arena di Verona il trittico Read my Hips, Super Straight, Tour dell’Olanda, su musica di Philip Glass (1994) e Salgari (musica di Einaudi, 1995). Contribuisce alle danze nei clip di David Bowie, Sting, U2, Gianna Nannini. Prende parte a film di Lina Wertmüller e Marco Bellocchio e, in teatro, a Moby Dick di Vittorio Gassman (1992). Danzatore già noto per lo spiccato vitalismo scenico, ha scelto dal 1994 una linea di lavoro meditativo-multimediale, con Mandala, ispirato al buddismo tantrico. Il suo linguaggio, come coreografo, appare efficace più sul versante plastico-illusionistico che non su quello squisitamente tecnico, di invenzione di passi e di sviluppo articolato di strutture.

Ernst

I suoi primi contatti con i dadaisti parigini e con Hans Arp segnano l’inizio dei suoi rapporti con il futuro surrealismo, ma i suoi lavori saranno sempre segnati da una volontà di provocazione e di derisione tipica dei dadaisti. Per il forte carattere scenico del suo lavoro viene chiamato nel 1926 da Diaghilev per realizzare le scene di alcuni balletti. Dopo la guerra, nel 1961 realizzerà le scenografie per Judith di Jean Giraudoux, rappresentato all’Odéon di Parigi, con grandi accensioni coloristiche, tanto da far apparire le sue scene come splendide illustrazioni. Nel 1968 lavora invece alle scene e ai costumi per Turangalila (coreografa di Roland Petit), all’Opéra di Parigi. In questo lavoro rinnova le sue prime esperienze surrealiste, dando alla scena la capacità di suggerire movimenti di natura tellurica e cosmica.

Eysoldt

Formatasi a Monaco, lavora a Riga e a Berlino dal 1902 al 1923, nella compagnia di Reinhardt. Interpreta Lulu in Lo spirito della terra di Wedekind nel 1902, è protagonista in Elettra di Hofmannsthal, in Salomè di Oscar Wilde e in La signorina Giulia di Strindberg nel 1903. Dal 1905 al 1921 interpreta il ruolo di Puck in ben cinque rappresentazioni dirette da Reinhardt di Sogno di una notte di mezza estate , riuscendo a esprimere, senza ricorrere ai consueti manierismi interpretativi, l’essenza di uno spirito silvano. Dal 1920 al 1921 dirige il Kleines Schauspielhaus di Berlino. Nel 1924 interpreta il ruolo della madre in Nella giungla delle città di Brecht. Come attrice giovane si è distinta per una scintillante carica di freddo erotismo; come attrice matura per il limpido realismo della sua arte.