Eagling

Dopo gli studi alla Royal Ballet School, entra nel Royal Ballet nel 1969. Danseur noble, forte, versatile ed espressivo nonché ottimo partner, diviene solista nel 1972 e primo ballerino nel 1975. Crea ruoli in più balletti di MacMillan e in Four Schumann Pieces di Hans Van Manen. La più nota coreografia di E. è Frankenstein, The Modern Prometheus (musica di Vangelis, 1985), realizzato in seguito dal Balletto della Scala e dal Balletto nazionale olandese, del quale è direttore artistico dal 1991.

eccentrico

Artista di circo e varietà a carattere comico, che fonde la pantomima clownesca con particolari doti di destrezza, soprattutto musicale, e sviluppa il proprio numero attorno ad un tema. Tra i più celebri in quanto artista eccentrico si ricordano: negli anni ’10 W.C. Fields con la parodia del gioco del biliardo; nei ’20 Bagessen nei panni di un cameriere con enormi pile di piatti; nei ’50 il prestigiatore Cardini nei panni di un gentleman ubriaco o il ciclista Joe Jackson. Innumerevoli gli e. musicali, tra i quali Grock è l’esempio più fulgido. Tra i viventi George Carl e il quintetto inglese Nuts & Bolts.

Eco

Affermatosi negli anni ’60 come uno dei più brillanti studiosi di estetica e di semiotica (Opera aperta, 1962; Apocalittici e integrati, 1964; La struttura assente, 1968), saggista di effervescente intelligenza e umorismo (Diario minimo, 1963; Sette anni di desiderio, 1983), Umberto Eco ha conseguito fama internazionale con il romanzo Il nome della rosa (1980). Nel teatro è presente con l’atto unico Le forbici elettroniche, messo in scena nel 1960: il protagonista della pièce è una intelligenza artificiale, il ‘Censore elettronico’ che, scambiando la realtà con gli intrecci dei copioni cinematografici riversati nella sua memoria, arriva a credere nella propria esistenza in vita. Il teatro diventa così, nell’intenzione di E., il luogo di indagine sul rapporto fra il mondo ormai dominato dalla tecnica e la realtà intesa come fenomeno di linguaggio. Frequentatore dei cabaret milanesi dei primi anni ’60 si è anche divertito a fornire qualche testo come Tanto di cappello, messo in scena da Filippo Crivelli con Sandro Massimini e una giovanissima Mariangela Melato (1964-65).

Edgar

Scrive i suoi primi lavori ( The National Interest , Rent , Caught in the Act , 1971-72) per `The General Will’, compagnia teatrale agit-prop basata su principi di agitazione e propaganda, derivati dai lavori degli anni ’30 di J. Littlewood e E. McColl. Basati su criteri d’efficacia prettamente politici e non teatrali, disegnati per incontri pubblici, picchetti o rappresentazioni di strada, dunque privi di scenario, ricchi di immagini dirette, strutturati in brevi sequenze episodiche, sono lavori che presentano tematiche d’immediata attualità e interesse per un pubblico di lavoratori. Adottando il medesimo impianto formale, Lay-By (1971) e England’s Ireland (1972) sono rivolti a un pubblico più ampio, e scritti da E. in collaborazione con altri drammaturghi fra cui Brenton e Hare. Di tutti questi lavori, in continuo aggiornamento e ricchi di improvvisazioni, sono pochi i testi sopravvissuti. Visti i limiti del teatro agit-prop, E. sviluppa presto un nuovo stile drammaturgico, che combina insieme particolari naturalistici ad elementi dell’agit-prop, realizzando Destiny (1976). Tra gli altri suoi lavori merita particolare menzione l’adattamento di Nicholas Nickleby (Royal Shakespeare Company, 1980): che più che un adattamento del romanzo dickensiano, un dramma su Dickens e una critica alla sua moralità sociale. In seguito E. approda al `community festival’ realizzando lavori del tipo di Entertaining Strangers (1985; adattato per il National Theatre nel 1987), scritti per attori non professionisti reclutati tra la popolazione del luogo allo scopo di rivitalizzare la comunità generando in modo diretto una coscienza sociale. Si ricordano ancora Mary Barnes (1978), Teendreams (1979), May Days (1983) e infine uno dei suoi lavori di successo più recenti: Pentecost (Rsc, 1994).

Edinburgh International Festival

Edinburgh International Festival, fondato nel 1947 dal City of Edinburgh Council e dallo Scottish Arts Council, diviene, fin dalle prime edizioni, una delle più importanti vetrine della scena contemporanea. Fra gli obiettivi della rassegna è proporre gli spettacoli dei migliori artisti internazionali, con lo scopo di promuovere la qualità della produzione teatrale, musicale e della danza, il confronto fra la proposta della scena scozzese e quella internazionale, «il benessere culturale ed economico della città e della popolazione di Edinburgo». Nel corso degli anni l’attività del festival è andata ampliandosi nel rispetto degli obiettivi originari, ospitando alcuni dei maggiori artisti anglosassoni ed europei, da Tyron Guthrie a Lawrence Olivier, da Peter Stein a Dario Fo per il teatro, da Claudio Abbado a Pierre Boulez per la musica. Oltre alla rassegna principale, che si svolge annualmente nelle ultime due-tre settimane d’agosto, il festival propone rassegne tematiche come il Fringe (diretto da Hillary Strong) dedicato al teatro d’avanguardia, il Military Tattoo (dedicato alle compagini orchestrali militari), il Jazz Festival, il Film Festival e il Book Festival, oltre a diverse iniziative culturali che si svolgono durante il resto dell’anno. Dal 1997 inoltre il Gateway Theatre riserva uno spazio alle giovani compagnie e agli autori esordienti.

Efesto

Fondata nel 1984 a Catania dai coreografi e danzatori Donatella Capraro e Marcello Parisi, la compagnia Efesto si rivela vincendo nel 1985 il Concorso coreografico di Bagnolet con Il pozzo degli angeli, cui seguono diversi lavori come Humi Procumbere (1986), Harem (1988), Pietre (1993), Mater Odorosa (1996), L’occhio non è un organo fisso (1997), ai quali si affiancano creazioni per altre compagnie: Renard (Opera di Genova, 1986), Nei miei panni ravvolto (Balletto di Toscana, 1987), La sagra della primavera (Dennis Wayne Company, 1987), in cui si elabora un teatro di danza attento al rapporto con le arti visive e le altre tecniche interpretative dell’attore, la cui fisicità assume una forte valenza espressiva.

Efrati

Studia con Martha Graham e Luis Horst e debutta come danzatore nel 1956 a Gerusalemme, dove nel 1963 è tra i fondatori della Batsheva Dance Company, con la quale partecipa tra l’altro alla creazione di Mythical Hunters di Glen Tetley (1965). Dal 1978 guida la Kol Demana Dance Company, composta anche di danzatori sordomuti, per cui ha elaborato un metodo ritmico e coreografico basato sulle vibrazioni e perfezionato in coreografie come Psalms of Jerusalem (1982) e Drafts (1985).