Camus

Con Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir figura di spicco dell’esistenzialismo francese, Albert Camus dedica parte della sua opera alla creazione di testi teatrali: Il malinteso (Le malentendu, 1944) e Caligola (Caligula, 1945), cui seguirono Stato d’assedio (L’état de siège, 1948) e I giusti (Les justes, 1950). La sistematicità, caratteristica generale dell’opera camusiana, fa sì che i due momenti dedicati al teatro si inseriscano in un preciso disegno metodologico ed ermeneutico. Nei Carnets , infatti, C. suddivide la sua opera in tre cicli: ‘Il mito di Sisifo (assurdo)’, ‘Il mito di Prometeo (rivolta)’, ‘Il mito di Nemesi’. Secondo l’analisi dello stesso autore, Caligola e Il malinteso apparterrebbero dunque al ciclo dell’assurdo, Stato d’assedio e I giusti farebbero invece parte della fase detta della ‘rivolta’. I temi trattati dalle prime due pièce, in effetti, rispecchiano la prima fase della ricerca di Albert Camus: una fase distruttiva, di presa di coscienza del vuoto di senso in cui l’essere umano è immerso. In Caligola, soprattutto, Albert Camus affronta il problema della morte, della realtà banale e terribile per cui «gli uomini muoiono e non sono felici». Il protagonista dell’opera cerca di opporsi a questa legge ineluttabile incarnando, con il suo comportamento dissonante e violento, l’arbitrarietà e la cecità delle leggi che muovono l’esistenza. Il tipo di libertà sperimentata da Caligola, tuttavia, è senza via di uscita e non può che esprimersi nel crimine: voler plasmare l’uomo sulle forze che ne precedono la creazione implica infatti la distruzione dell’umanità e la condanna alla solitudine. In Stato d’assedio e I giusti Albert Camus dà prova dell’evoluzione del suo pensiero: dalla presa di coscienza dell’assurdo al suo superamento attraverso la solidarietà tra gli uomini, vero e proprio sentimento di `simpatia’, di condivisione del dolore. In particolare I giusti – opera che analizza i legami ideologici e sentimentali degli appartenenti a una cellula rivoluzionaria nella Russia del 1905 – riesce a tradurre questa fase ulteriore della ricerca camusiana, di un nuovo umanesimo in un’epoca disperata.